Facchi Dott. Michele - Psichiatra

 il Dr. Michele Facchi è medico-chirurgo specialista in Psichiatria, e si occupa della valutazione dello stato psichico delle persone nell’ottica di prevenire, diagnosticare e quando necessario prescrivere un trattamento che contempli l’utilizzo di farmaci specifici e/o percorsi di supporto psicoterapico.

Attualmente lavora presso la Comunità Protetta ad Alta assistenza Il Gabbiano di Pontevico (BS) e la Comunità Protetto a Media assistenza Il Sogno di Gardone Val Trompia ove si occupa della valutazione clinica e gestione della terapia psicofarmacologica e collaborazione in equipe multidisciplinare nella stesura di programmi riabilitativi individuali per pazienti affetti da patologia psichiatrica.

Curriculum Vitae

09/2005 – 07/2010: DIPLOMA DI LICEO SCIENTIFICO P.N.I. presso I.I.S. C.Marzoli con votazione 88/100 - Liceo Scientifico Galileo Galilei - Palazzolo Sull'Oglio (BS), Italia

 

14/09/2010 – 23/03/2017: LAUREA MAGISTRALE IN MEDICINA E CHIRURGIA presso Università degli Studi di Brescia con votazione 110/110 e lode

 

18/07/2017: CONSEGUIMENTO ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI MEDICO CHIRURGO presso Università degli Studi di Brescia

 

07/08/2017: ISCRIZIONE ALL'ALBO DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DI BRESCIA

 

01/01/2018 – 31/10/2018: SOSTITUTO DI MEDICO DI MEDICINA GENERALE presso DIVERSI MMG DELLA PROVINCIA DI BRESCIA E BERGAMO

 

08/06/2021 – 31/03/2022: DIRIGENTE MEDICO - CAMPAGNA VACCINALE presso ASST DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA

 

01/11/2018 – 28/02/2023: DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICHIATRIA presso l’Università degli Studi di Brescia - Cattedra di Psichiatria (Direttore: Professor Antonio Vita) con votazione 50/50

 

13/11/2023 – ATTUALE: MEDICO PSICHIATRA LIBERO PROFESSIONISTA presso IL SOGNO - COMUNITÀ PROTETTA A MEDIA ASSISTENZA - LA RETE SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE - ONLUS Gardone Val Trompia, Italia

 

13/11/2023 – ATTUALE: MEDICO PSICHIATRA LIBERO PROFESSIONISTA presso COMUNITÀ PROTETTA AD ALTA ASSISTENZA IL GABBIANO - COOPERATIVA ILGABBIANO - Pontevico (BS), Italia

 

01/2025 – ATTUALE: MEDICO PSICHIATRA LIBERO PROFESSIONISTA ASST VALCAMONICA - Esine (BS), Italia

 

01/04/2025 – ATTUALE: RESPONSABILE MEDICO PSICHIATRA presso IL SOGNO - COMUNITÀ PROTETTA A MEDIA ASSISTENZA - LA RETE SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE - ONLUS Gardone Val Trompia, Italia


Presso I Poliambulatori Fleming Tecna®

Presso i poliambulatori Fleming Tecna svolge le seguenti attività:

 

●     PRIMA VISITA PSICHIATRICA: effettuo una valutazione dello stato psichico del paziente attraverso una raccolta amnestica completa (motivo attuale della visita, da quanto è presente tale problema, ha già ricevuto una diagnosi ed effettuato valutazione psichiatriche o psicologiche in passato, eventuali patologie somatiche pregresse o croniche, rapporto con i famigliari e i pari, uso di sostanza psicotrope, famigliarità per patologie psichiatriche) e il colloquio clinico al fine di poter effettuare una diagnosi differenziale accurata e concordare col paziente la miglior strategia di trattamento disponibile farmacologico e/o psicoterapico.

 

●     VISITA PSICHIATRICA DI CONTROLLO: si verifica col paziente l’evoluzione del quadro clinico psicopatologico a seguito dell’impostazione del progetto terapeutico dopo la prima visita e si valuta il rischio/beneficio della terapia in corso rispetto ad eventuali effetti collaterali concordando la miglior strategia di prosecuzione del trattamento.

 

●     VISITA PSICHIATRICA DI CONTROLLO RAVVICATO: se la visita di controllo come sovrascritta necessita di essere programmata in tempi brevi, prima di 3 settimane.

Principali disturbi

I pazienti che giungono alla mia attenzione soffrono più frequentemente dei seguenti disturbi:

 

●     Disturbo dell’adattamento: è una condizione psichiatrica caratterizzata dallo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali in risposta a uno o più fattori stressanti identificabili (come problemi finanziari, malattie mediche o difficoltà relazionali). È una delle diagnosi cliniche più frequenti, con una prevalenza che varia dal 5% al 20% nei trattamenti ambulatoriali e che può raggiungere il 50% nei contesti di consulenza psichiatrica ospedaliera. Secondo il DSM-5-TR i sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall'esordio del fattore stressante, le reazioni sono considerate patologiche se presentano una sofferenza sproporzionata rispetto alla gravità dello stressor (considerando il contesto culturale) o se causano una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Il disturbo non deve soddisfare i criteri per un altro disturbo mentale (come la depressione maggiore) e non deve essere un semplice aggravamento di un disturbo preesistente. Inoltre, i sintomi non devono rappresentare una reazione di lutto normale. Una volta cessato il fattore stressante o le sue conseguenze, i sintomi non persistono per più di altri 6 mesi.


●     Disturbo Depressivo Maggiore: è una condizione psichiatrica grave caratterizzata da episodi discreti della durata di almeno due settimane che comportano cambiamenti chiari nell'affettività, nella cognizione e nelle funzioni neurovegetative. Rappresenta la causa principale di disabilità a livello mondiale. Secondo il DSM-5-TR devono essere presenti almeno cinque su nove sintomi  (umore depresso, anedonia, variazione di peso e/o appetito, disturbi del sonno, agitazione o rallentamento psicomotorio, faticabilità, autosvalutazione, sintomi cognitivo, ideazioen suicidaria) per un periodo di due settimane, rappresentando un cambiamento rispetto al funzionamento precedente; almeno uno dei sintomi deve essere (1) umore depresso o (2) anedonia. L'eziologia è multifattoriale e coinvolge variabili biologiche, psicologiche e sociali. Prima di porre diagnosi è necessario escludere che ci siano patologie organiche del cervello o somatiche alla base dei sintomi, che non ci siano altre patologie psichiatriche che meglio spieghino tali sintomi o che questi non siano dovuti all’utilizzo di farmaci o sostenze psicotrope.

 

●     Disturbi d'ansia: rappresentano una categoria di condizioni psichiatriche caratterizzate da sentimenti di paura e ansia eccessivi, insieme a disturbi comportamentali correlati. Sebbene l'ansia sia una risposta fisiologica normale a minacce potenziali (utile per la sopravvivenza), essa diventa patologica quando è inappropriatamente attivata, eccessiva o persistente oltre i periodi di sviluppo appropriati. I disturbi d'ansia sono tra le condizioni psichiatriche più diffuse, colpendo circa il 10-20% della popolazione generale. Sono circa due volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Differenza tra Paura e Ansia: la prima è la risposta emotiva a una minaccia imminente, reale o percepita, ed è associata a picchi di attivazione autonomica necessari per la reazione di "attacco o fuga"; la seconda è l'anticipazione di una minaccia futura, spesso associata a tensione muscolare, vigilanza in preparazione del pericolo e comportamenti cautelativi o di evitamento. L’ansia può portare diversi sintomi somatici: gastrointestinali, cardiovascolari, respiratori, neurologici. Tali sintomi non devono essere sicondari all’utilizzo di sostanze o farmaci psicoattivi, ad altre patologie somatiche o organiche neurologiche.

Secondo la classificazione attuale (DSM-5-TR), i disturbi principali includono:

●     Disturbo d'Ansia Generalizzato (GAD): Caratterizzato da ansia e preoccupazione eccessive e persistenti riguardanti diversi ambiti della vita (lavoro, salute, finanze) che l'individuo trova difficile controllare per almeno 6 mesi.

●     Disturbo di Panico: Manifestato da attacchi di panico inaspettati e ricorrenti, seguiti da almeno un mese di preoccupazione per futuri attacchi o cambiamenti comportamentali volti a evitarli.

●     Agorafobia: Paura o ansia marcata relativa a situazioni in cui la fuga potrebbe essere difficile o il soccorso non disponibile, come l'uso di trasporti pubblici, spazi aperti o essere in mezzo alla folla.

●     Ansia Sociale (Fobia Sociale): Paura intensa di situazioni sociali in cui si è esposti al possibile esame degli altri, con il timore di essere giudicati negativamente, umiliati o rifiutati.

●     Fobia Specifica: Paura marcata e persistente verso un oggetto o situazione circoscritta (es. animali, altezze, sangue-iniezioni-ferite), sproporzionata rispetto al rischio reale.

●     Ansia da Separazione e Mutismo Selettivo: Condizioni che spesso esordiscono nell'infanzia; la prima riguarda la paura dell'allontanamento dalle figure di attaccamento, la seconda l'incapacità costante di parlare in contesti sociali specifici nonostante si parli in altri contesti.

 

●     Disturbo bipolare: storicamente noto come psicosi maniaco-depressiva, è una condizione psichiatrica cronica e potenzialmente disabilitante caratterizzata da variazioni patologiche del tono dell'umore, che oscilla tra episodi di mania o ipomania (fasi "alte") ed episodi di depressione (fasi "basse"). Questi cambiamenti sono accompagnati da alterazioni cognitive, psicomotorie, vegetatitve e del funzionamento interpersonale. Il disturbo colpisce circa l'1-2% della popolazione mondiale. L'esordio avviene solitamente tra la tarda adolescenza e i 30 anni. La componente genetica è molto forte: avere un parente di primo grado affetto aumenta il rischio di circa 10 volte. L'ereditabilità è stimata tra il 70% e il 90% in alcuni studi sui gemelli. Il disturbo bipolare condivide inoltre un'origine genetica parziale con la schizofrenia. Il disturbo bipolare è associato a un elevato rischio di suicidio: si stima che sia 20-30 volte superiore rispetto alla popolazione generale e che circa il 5-6% dei pazienti muoia per questa causa. Prima della diagnosi bisogna escludere che i sintomi siano dovuti all’utilizzo di sostanze e/o farmaci psicoattivi, patologie somatiche o neurologiche. Secondo i criteri diagnostici (DSM-5-TR), il disturbo si divide in diverse manifestazioni cliniche:

●     Disturbo Bipolare tipo I: richiede la presenza di almeno un episodio maniacale completo nella vita del soggetto. Sebbene la maggior parte degli individui sperimenti anche episodi depressivi, questi non sono strettamente necessari per la diagnosi.

●     Disturbo Bipolare tipo II: si caratterizza per l'alternanza di almeno un episodio ipomaniacale e almeno un episodio depressivo maggiore, senza che si sia mai verificato un episodio maniacale franco. Non è considerato una forma "lieve" del tipo I, poiché il carico della fase depressiva e l'instabilità dell'umore causano gravi compromissioni lavorative e sociali.

●     Disturbo Ciclotimico: una forma cronica che dura da almeno due anni (uno nei bambini), caratterizzata da numerosi periodi con sintomi ipomaniacali e depressivi che però non raggiungono mai la gravità o la durata degli episodi completi.

L'umore nel disturbo bipolare è inteso come uno spettro che va dalla mania pura alla depressione pura:

●     Episodio Maniacale: un periodo di almeno una settimana di umore anormalmente elevato, espanso o irritabile, associato a grandiosità (iperstima di sé), ridotto bisogno di sonno, logorrea, fuga delle idee, distraibilità e coinvolgimento eccessivo in attività rischiose (es. spese folli, indiscrezioni sessuali). Causa una marcata compromissione del funzionamento o richiede l'ospedalizzazione.

●     Episodio Ipomaniacale: simile alla mania ma meno grave e di durata inferiore (almeno 4 giorni). Non è sufficientemente grave da causare una compromissione sociale marcata o richiedere l'ospedalizzazione.

●     Episodio Depressivo: si manifesta con umore depresso, anedonia (perdita di interesse), faticabilità, sensi di colpa, difficoltà di concentrazione e pensieri di morte. Rispetto alla depressione unipolare, quella bipolare è più spesso associata a ipersonnia, rallentamento psicomotorio e sintomi psicotici.

 

●     Il disturbo ossessivo-compulsivo: è una condizione clinica complessa caratterizzata dalla presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe, che causano un disagio significativo, occupano una quantità considerevole di tempo (più di un'ora al giorno) e interferiscono con il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto.   Il disturbo si manifesta attraverso due pilastri fondamentali:

●     le Ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e indesiderati. Le tematiche più comuni includono la paura della contaminazione (germi, sporco), dubbi patologici (es. aver lasciato il gas acceso), il bisogno di simmetria e ordine, o pensieri proibiti di natura aggressiva, sessuale o religiosa.

●     Compulsioni (o rituali): Sono comportamenti ripetitivi (es. lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (es. pregare, contare, ripetere parole in silenzio) che l'individuo si sente spinto a compiere in risposta a un'ossessione o secondo regole rigide. Lo scopo è quello di ridurre l'ansia o prevenire un evento temuto, sebbene tali azioni non siano collegate in modo realistico a ciò che dovrebbero neutralizzare o siano chiaramente eccessive.

Il DOC deve essere distinto dal disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD): mentre nel DOC i sintomi sono vissuti come estranei e fastidiosi (egodistonici), nell'OCPD i tratti (come il perfezionismo e la rigidità) sono percepiti come parte integrante e accettabile del sé (egosintonici).

Sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età, l'esordio avviene solitamente in adolescenza o nella prima età adulta (età media 19,5 anni). Nei bambini, i sintomi possono presentarsi precocemente (intorno ai 5-15 anni) e sono spesso associati a tic o disturbi dell'attenzione (ADHD).

●     Disturbi di personalità: sono definiti come un pattern duraturo di esperienza interiore e comportamento che devia marcatamente dalle aspettative della cultura dell’individuo, è pervasivo e inflessibile, ha esordio nell'adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e determina disagio o menomazione. Per porre una diagnosi, questo pattern deve manifestarsi in almeno due delle seguenti aree: cognizione (modi di percepire se stessi e gli altri), affettività (varietà e intensità della risposta emotiva), funzionamento interpersonale o controllo degli impulsi. Questi tratti sono spesso egosintonici, ovvero considerati accettabili dal soggetto, il che rende difficile per l'individuo riconoscere di avere un problema e cercare aiuto. Il DSM-5-TR raggruppa i dieci disturbi specifici in tre "cluster" basati su somiglianze descrittive:

●     Cluster A (Strani o Eccentrici):

  • Paranoide: Sfiducia e sospettosità pervasive verso gli altri, le cui motivazioni sono interpretate come malevole.
  • Schizoide: Distacco dalle relazioni sociali e gamma ristretta di espressioni emotive.
  • Schizotipico: Disagio acuto nelle relazioni strette, distorsioni cognitive o percettive ed eccentricità nel comportamento.

●     Cluster B (Drammatici, Emotivi o Erratici):

Antisociale: Disprezzo e violazione dei diritti degli altri, impulsività e mancanza di rimorso.

  • Borderline: Instabilità nelle relazioni interpersonali, nell'immagine di sé e negli affetti, con marcata impulsività e rischio di autolesionismo.
  • Istrionico: Emotività eccessiva e costante ricerca di attenzione.
  • Narcisistico: Grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia.

●     Cluster C (Ansiosi o Paurosi):

  • Evitante: Inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo.
  • Dipendente: Comportamento sottomesso e adesivo legato a un eccessivo bisogno di essere accuditi.
  • Ossessivo-Compulsivo di Personalità (OCPD): Preoccupazione per l'ordine, perfezionismo e controllo (da distinguere dal DOC per l'assenza di vere ossessioni e compulsioni).

La prevalenza stimata per un qualsiasi disturbo di personalità nella popolazione generale è di circa il 10,5%. La diagnosi richiede una valutazione dei pattern a lungo termine del soggetto, distinguendo i tratti stabili da sintomi che potrebbero emergere solo in risposta a stress situazionali o altri disturbi mentali (come depressione o ansia). Sebbene il sistema attuale sia categoriale, il DSM-5 propone in una sezione separata (Sezione III) un modello ibrido alternativo basato su una valutazione dimensionale dei tratti. Come per i disturbi precenti è necessario escludere che la condotta sia secondaria all’utilizzo di sostanze o farmaci psicoattivi e a patologie somatiche o neurologiche.

 



Specifico che la Psichiatria ha come oggetto di valutazione e trattamento i pazienti maggiorenni (dai 18 anni in poi), in quanto prima del compimento dei 18 anni la competenza dei disturbi psichiatrici è della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.